Un gesto antico, quasi scontato 08/07/2019 – Posted in: EDITORIALI DI D&D – Tags: , , , ,

editoriale di verena schmid, tratto dal n. 106 di D&D

Le mani di un’ostetrica sulla pancia di una donna incinta: un gesto antico, scontato, il simbolo della relazione donna ostetrica, della cura rivolta alla donna che diventa madre! Eppure, questo gesto ha vissuto varie stagioni: dall’ovvietà del “conoscere” in senso globale nella pratica delle levatrici, a un certo punto è entrato a far parte dello “strumentario” medico. È stato codificato, standardizzato e applicato in modo meccanico. Sicuramente utile per l’insegnamento e la trasmissione di una “tecnica” diagnostica, la standardizzazione ha comportato però la perdita dell’aspetto relazionale.
le manovre di leopold rivista ostetrica
Quando ero incinta della mia seconda figlia lavoravo in consultorio. Un giorno, mentre “assistevo” il ginecologo durante le visite, lui mi mise bruscamente una mano sulla pancia e fece un’osservazione banale sullo stato della mia gravidanza. Senza chiedere il permesso! Immediatamente in me si accese il sistema attacco e fuga, mi sono sentita invasa, la rudezza del gesto per me era violento, lo sentivo del tutto inappropriato. La conseguenza è stata chiusura, contrazione. La domanda “Posso?” assume una forte valenza culturale (pag. 34). Il sentimento che guida la mano incide sul risultato. Tornando all’uso meccanico delle manovre di Leopold, come i gesti che esplorano la pancia e il bambino furono chiamati da un certo punto in poi, esse in tempi recenti furono sostituite dall’ecografia, strumento più immediato nella visualizzazione del bambino e privo di implicazioni relazionali (pag. 07). Il largo uso dell’ecografia negli ultimi decenni ha cambiato nuovamente la valenza del tocco della pancia. Ha promosso una ricerca di senso e oggi, in una nuova cultura della midwifery, si ritorna agli antichi significati, non più scontati, ma riscoperti in una visione consapevole della globalità dell’esperienza della maternità (pag. 11) e attualizzati da nuovi problemi in ostetricia e medicina. Questo numero di D&D racconta questa storia, sperando di restituire alle giovani ostetriche uno degli aspetti più meravigliosi e specifici di questa bellissima professione: l’uso consapevole delle mani. Le mani dell’ostetrica non solo aiutano i bambini a nascere e li accolgono ma, per esempio, mentre eseguono le manovre di Leopold possono fare diagnosi, possono dolcemente correggere delle malposizoni e malpresentazioni, possono curare, possono far migliorare il flusso placentare, possono aiutare i bambini a crescere in utero, possono rilassare la madre, possono aiutare il padre a entrare in relazione con il suo bambino non ancora nato, possono creare delle condizioni ottimali per un parto eutocico (pag. 25). Inoltre, possono lenire il dolore, aprire il bacino durante il parto e molto altro ancora. Con le loro sole mani, guidate dalla conoscenza e dalla consapevolezza, le ostetriche sono in grado di aiutare e sostenere le donne madri e i bambini in tutto il mondo, senza alcuno strumento tecnologico. Collocando questa modalità di assistenza in un contesto moderno di ostetricia medica, naturalmente si pone la domanda della sicurezza ed efficacia, ma anche dell’integrazione tra modalità e paradigmi. Una revisione delle ricerche sul tema ci offre possibili risposte (pag. 29). Un’analisi dell’uso di strumenti tecnologici evidenzia, quanto si differenzi il risultato, se usati con il pretesto di controllo sopra mamma e bambino (secondo intenti patriarcali) oppure in un’ottica di comunicazione e di relazione (pag. 57). E poi ci sono loro, i bambini intrauterini, che anche loro hanno qualcosa da dire (pag. 41).

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