D&D 116 – I MALPOSIZIONAMENTI NEL PARTO

EDITORIALE D&D 116
di Verena Schmid

MALPOSIZIONE:
VISIONE MECCANICA VERSO VISIONE DINAMICA

Nel porgervi i migliori auguri per il nuovo anno che, speriamo tutti, porti a un’evoluzione positiva, affrontiamo un tema sempre più attuale dell’ostetricia: i malposizionamenti del bambino in travaglio di parto. Tema sempre più attuale, perché in base alle osservazioni delle ostetriche le malposizioni aumentano, sembra quasi che i bambini non sappiano più nascere. Questo aumento, in una medicina meccanicistica, porta inevitabilmente a un aumento dei cesarei.
Ma sono davvero i bambini che non sanno più nascere, oppure le difficoltà manifestate dal bambino nel “canale da parto” sono espressione di altri “malposizionamenti”, come quello della donna in un ambiente inadeguato, del processo della nascita in un paradigma riduzionista, degli operatori in una comunicazione non finalizzata al benessere di donna e bambino, di una società dissociata, di un ambiente segnato dalle paure? Se includiamo questi fattori coinvolti nella manifestazione finale di una malposizione, è sufficiente lavorare su un buon posizionamento del bambino o “mettere la donna partoriente nella giusta posizione”? Certamente le posizioni favorevoli al parto e il riposizionamento del bambino sono strumenti utili e in questo numero presentiamo diverse possibilità, ma a volte non bastano o non funzionano, perché le cause sono altrove o perché è mancato un buon lavoro di educazione e prevenzione in gravidanza (p. 19), nei prodromi (p. 26), o perché il bambino viene spinto nel travaglio prima della maturazione delle sue competenze con le induzioni e/o perché, per motivi più ampi, le strutture del bacino non si possono ammorbidire e rendersi mobili, anche se la posizione è favorevole. Per non parlare delle posizioni supine e litotomiche che rendono il passaggio del bambino estremamente più difficile e rischioso, ma che continuano ad essere proposte malgrado tutte le evidenze contrarie. Esse fanno parte della comfort zone degli operatori (p. 37), ma non certo di quella della donna e del bambino.
Altro punto critico: resta solo il cesareo come via d’uscita? Ebbene no! Anche solo dal punto di vista meccanico, con le nostre mani abbiamo la possibilità di sbloccare la muscolatura pelvica, di creare spazio per il bambino per la flessione e rotazione. Se poi consideriamo la situazione di malposizionamento creatasi con criteri dinamici, le possibilità d’intervento si allargano: dalla creazione di un “Sanctum” (p. 09), ambiente congeniale alla donna, alla relazione nostra con la donna, il partner e della donna con il suo bambino, creando un clima di collaborazione (p. 14), al ripristino della fiducia (p. 69), ai trattamenti globali che modulano le reazioni neuroendocrine a favore di un’apertura morbida della via del parto (p. 31), ai trattamenti locali e d’emergenza (p. 42, 45), con tutti i nostri sensi (p. 52) possiamo cogliere la dinamica di una nascita e attivare degli interventi mirati e globali per riposizionare la donna partoriente con il suo partner al centro e il bambino verso una buona nascita. L’Arte ostetrica da sempre ha cercato modi e modalità per facilitare un parto difficile e le ostetriche nelle diverse culture nel mondo hanno affinato strumenti variegati, di cui anche noi occidentali facciamo uso, strumenti che spaziano da quelli fisici/manuali a quelli simbolici e spirituali.
Alla fine la nascita è un evento guidato dall’energia universale, tutta la dinamica del parto ne è permeata e la midwifery ne rivendica la spiritualità (p. 09).
Mentre questo numero di D&D si concentra sulle vaste dinamiche che portano a un malposizionamento e che lo possono risolvere, nel prossimo numero, a complemento del tema, ci occuperemo della DIAGNOSI DI POSIZIONE, sempre in una visione dinamica del travaglio.

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D&D 116 INDICE

articoli

p 05- Prendere posizione fisicamente, mentalmente,
culturalmente – Cecilia Antolini

p 07 – Il bambino “congelato”. Staticità verso discontinuità
evolutiva – Alessandra Bortolotti

p 09 – Il territorio del parto. The Birth Territory theory:
una teoria per la pratica della midwifery
Verena Schmid

p 14 – Con la donna. Il legame mamma-bambino come
risorsa – Valentina Baglioni

p 18 – Il massaggio dei ligamenti dell’utero – Verena Schmid

p 19 – In gravidanza. Sensibilizzare le donne al posizionamento fetale – Chiara Pizzi

p 23 – Le competenze fetali e come valutarle
Anna Maria Rossetti

p 24 – 10 minuti di stretching al giorno in gravidanza
Elena Bing e Silvia Garelli

p 26 – Prodromi. L’utero organo di orientamento fetale
Anna Maria Rossetti

p 29 – Il malposizionamento fetale nei prodromi
Anna Maria Rossetti

p 30 – La flessione precede la rotazione interna
Anna Maria Rossetti

p 31 – Ristabilire la fisiologia. Alcuni trattamentiglobali – Valentina Piazzera

p 36 – Identikit della rotazione interna
Anna Maria Rossetti

p 37 – Cattive abitudini. Uscire dalla comfort zone dell’assistenza – Filomena Verde

p 41 – La Peanut Ball – Anna Maria Rossetti

p 42 – Spinning Babies® e l’esperienza della Casa maternità Zoè – a cura di Casa Maternità Zoè

p 45 – Capovolta. La manovra di Walcher e la manovra di Gutschwager – Elena Peccia

p 48 – Quando il bambino sembra impegnato ma non lo è. – Anna Maria Rossetti

p 49 – Il massaggio profondo del perineo- Federica Taricco

p 51 – La manualità ostetrica – Verena Schmid

p 52 – Training multisensoriale. I sensi nascosti dalle procedure anti-covid- Silvia Garelli

p 57 – Ostetriche al tempo del Covid – Elena Peccia

rubriche
p 03 – Attualità – Lucia Smaldone

p 58 – Mostra ostetricia – Aurelia Serra

p 60 – Il personaggio – Aurelia Serra

p 62 – Invito alla visione – Rosalba Virginia Medina

inserto
p 65 – La forza che ribalta – Giada Stroppiana

p 66 – Serena racconta… – Serena Massa

p 69 – Compromessi – Judith Castro

p 71 – L’ostetrica giovane e quel qualcosa “messo storto” – Anna Maria Rossetti