D&D 109 LE CICATRICI ,

CICATRICI E POI…

Si fa presto a tagliare. Si taglia per accelerare. Un taglietto di qua’, due punti ed ecco fatto. Aperto e chiuso.Fine.

Quello che rimane è una cicatrice. Quasi invisibile. Da bikini, se si tratta di un cesareo. A sorriso, se viene minimizzata. Del tutto invisibile se si tratta di una episiotomia, rimane in un posto nascosto. Sul lutto invisibile nei suoi strati profondi.

Eppure……eppure …..dietro queste cicatrici si celano delle emozioni che, se  non trattate, rimangono imprigionate anche per decenni.

Eppure ….. eppure…

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CICATRICI E POI…….

Si fa presto a tagliare. Si taglia per accelerare. Un taglietto di qua’, due punti ed ecco fatto. Aperto e chiuso.Fine.Quello che rimane è una cicatrice. Quasi invisibile. Da bikini, se si tratta di un cesareo. A sorriso, se viene minimizzata. Del tutto invisibile se si tratta di una episiotomia, rimane in un posto nascosto. Sul lutto invisibile nei suoi strati profondi.Eppure……eppure …..dietro queste cicatrici si celano delle emozioni che, se  non trattate, rimangono imprigionate anche per decenni.Eppure ….. eppure… Queste cicatrici bloccano la libera circolazione dell’energia vitale e creano sintomi, disturbi vasti nel corpo. Dopo un parto  fisiologico la salute della donna migliora sempre . Dopo un parto cesareo quasi sempre peggiora. Certamente i sintomi non vengono correlati al cesareo ma impareremo in questo numero di D&D che invece si’, ci sono molte correlazioni. Anche la salute perineale e sessuale rimane compromessa dopo un’episiotomia “guarita”. Qualcosa si blocca, qualcosa si ritrae, qualcosa duole, qualcosa ricorda. I tagli subiti in ostetricia sono carichi di emozioni precise: rabbia, frustrazione, delusione, impotenza, senso di colpa o di inadeguatezza. Si’, perche’ i tagli  in ostetricia troppo spesso sono operazioni che si sostituiscono all’innata  competenza della donna di partorire.Allora assumono un significato rituale, il significato di una mutilazione, della mutilazione  del potere generativo della donna. Solo raramente il taglio salva, e, allora la cicatrice guarisce diversamente. Che l’amore sia un ingrediente fondamentale per la guarigione emerge da tutti gli articoli, ma come si puo’ provare amore verso una cicatrice che significa mutilazione? Sara un percorso lungo. Chi si deve occupare delle cicatrici? Per il medico, una volta guarite,  il problema è risolto. Per la donna no. Accanto a lei c’è  ancora posto per l’ostetrica, un’ostetrica che comprende le implicazioni multiple e non cura solo gli esiti della cicatrice, ma si preoccupa  del recupero del senso  di integrità della donna, possibilmente fin dall’inizio del puerperio, ma anche piu’ tardi, anche dopo anni. Le medicine olistiche possono affiancarla con strumenti specifici, ne presenteremo alcune in queste  pagine.Di fatto sono stati sviluppati numerosi strumenti per ” sboccare”  le contratture date dalle cicatrici ostetriche e a volte, con poco, si riesce a fare tanto e a contribuire a un netto miglioramento della qualità della vita, obiettivo centrale nella salutogenesi a breve e a lungo termine. Poi c’è  la nostra prima cicatrice naturale, quella dell’ombellico,  la ferita della separazione dal mondo intrauterino. Una cicatrice cosi’ arcaica, comune a tutta l’umanita’ ha dato spunto per tante visioni e interpretazioni di cui leggeremo. Ci sono poi ferite senza cicatrici visibili collegate al parto, di cui una è il parto stesso, altre di queste ferite sono inflitte dalla vita. Ci sono le cicatrici rituali inflitte a  scopo di iniziazione, appartenenza, estetico. Scelta, rifiuto, accettazione, comprensione, violenza sono i connotati che incidono sulla loro integrazione nella propria personalita’.Alla fine si tratta in tutti i casi di riconoscerle, riconoscere le implicazioni, per poterle trattare, curare integrare e trasformare in nuove opportunita

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